22/09/2019

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Le stime sui conti pubblici all'esame dei ministri

Secondo le previsioni contenute nella bozza del testo che passerà al vaglio del Cdm, la pressione fiscale si attesterà al 45,1% nel 2012 (record assoluto) e scenderà solo nel 2015. Il debito pubblico italiano vola al 123,4% del Pil. Disoccupazione sotto il 9% nel 2014.

Le stime sui conti pubblici all'esame dei ministri

Mario Monti

ROMA - Le attese cifre contenute nel Documento di economia e finanza arrivano alla vigilia del Consiglio dei ministri che domani le esaminerà e disegnano un presente difficile per i conti pubblici italiani: la pressione fiscale toccherà quest'anno un record assoluto e tornerà a scendere solo nel 2015; il debito pubblico vola e il Prodotto interno lordo, che misura ricchezza, produttività e salute economica del Paese, cala.

PRESSIONE FISCALE E PIL. La pressione fiscale si attesterà quest'anno al 45,1%, dal 42,5% del 2011. Il livello di tassazione salirà ancora, al 45,4% nel 2013, e tornerà al 45,3% nel 2014. Solo l'anno successivo, nel 2015, tornerà sotto i 45 punti percentuali, al 44,9. Nel 2012 il Pil segnerà una contrazione dell'1,2% e risalirà a +0,5% nel 2013. Il debito pubblico, al 120,1% del Pil nel 2011, vola al 123,4%. Il dato comincerà poi la fase di ridiscesa, toccando il 121,6% nel 2013 e il 118,3% nel 2014. Quanto al rapporto deficit-Pil, dovrebbe attestarsi all'1,7% nel 2012 per arrivare al mezzo punto percentuale l'anno prossimo.

LA RIPRESA DA META' 2012. Ma la ripresa dei livelli di attività economica arriverà presto, prevede il documento, e "gradualmente si manifesterà a partire dalla seconda metà dell'anno". Nel 2013, si legge nella Sintesi del Quadro macroeconomico che accompagna il Def, "il Pil crescerebbe a un ritmo moderato, pari allo 0,5%, lievemente al di sopra della stima ufficiale di dicembre, per poi accelerare nel 2014 (1%, invariato rispetto alla stima precedente) e nel 2015 (1,2%)".

INTERESSI SUL DEBITO.
L'aumento dei tassi di interesse costerà 6,3 miliardi di interessi in più nel 2012 rispetto all'anno precedente, attestandosi a 79,9 miliardi di euro. La stima migliora di oltre 10 miliardi la previsione di dicembre fatta dal governo di Mario Monti in Parlamento, in cui si indicava un maggiore esborso di 16,9 miliardi.

DISOCCUPAZIONE E CONSUMI.
 Per quanto riguarda la disoccupazione, il tasso scenderà sotto il 9% solo nel 2014, dopo esser salito al 9,3% nell'anno in corso e al 9,2% nel 2013. L'anno successivo, si legge ancora nella bozza del Def, scenderà all'8,9% per poi calare all'8,6% nel 2015. I consumi delle famiglie segneranno una flessione dell'1,7% nel 2012, prima di risalire allo 0,2% nel 2013 e allo 0,5% nel 2014.

martedì, 17 aprile 2012