18/10/2019

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Severino: "Al Paese serve la spinta nobile dei giudici"

Così il ministro della Giustizia alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario a Catania. Per il Guardasigilli, lo stato delle carceri sono un test per comprendere il livello di civiltà di un Paese. Gli avvocati protestano imbavagliati a Napoli.

Severino: "Al Paese serve la spinta nobile dei giudici"

Paola Severino

CATANIA - "Qui l'impatto della criminalità organizzata di stampo mafioso rende diverso e più oneroso il lavoro quotidiano, impone di tenere alta la soglia dell'attenzione per evitare ogni possibile coinvolgimento in circuiti di malaffare o, peggio, infiltrazioni dentro le istituzioni". Così il ministro della Giustizia, Paola Severino, all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Catania. "La mia presenza - ha detto - vale soprattutto a darvi atto, accomunandovi ad altri distretti siciliani e del Sud d'Italia dei risultati straordinari che avete ottenuto sul fronte dell'azione di contrasto alla criminalità organizzata e del recupero della ricchezza prodotta dai circuiti dell'illegalità che, partendo da queste contrade, inquina il libero mercato in buona parte del Paese". "Risultati lusinghieri - ha sottolineato - ma pagati a caro prezzo da servitori dello Stato costretti a sottoporsi a pesanti e limitative misure di sicurezza che finiscono per condizionare in modo sensibile anche la vita privata delle famiglie. Ma so che tutti voi, se qualcuno vi chiedesse, come fu chiesto a Giovanni Falcone, 'ma chi ve lo fa fare?', rispondereste facendo uso delle sue stesse semplici parole, 'lo spirito di servizio'. Ecco oggi il Paese ha proprio bisogno di recuperare in tutti i settori lo stesso spirito di servizio, questa spinta nobile di chi svolge una qualsiasi pubblica funzione senza altri obiettivi che quello di adempiere al proprio dovere".

"PROVARE A RPARTIRE DAL SUD". Parlando dei distretti giudiziari del Meridione, Severino ha commentato che l'Europa può forse apparire lontana, ma il miglior modo per accorciare questa distanza è quello di provare a capovolgere l'Italia. "Provare a ripartire dal Sud - ha detto il ministro - dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania, ove di certo non mancano i problemi, ma si può fare affidamento su intelligenze creative e brillanti, capaci di proseguire su quell'impegno civile di cui già è stata data ampia prova". Dopo aver rivolto un saluto al presidente Napolitano, Paola Severino ha ricordato che quella di Catania "è una corte d'Appello molto prestigiosa". Le difficoltà - ha aggiunto il Guardasigilli - accomunano in larga parte il distretto di Catania alla maggioranza degli altri distretti di corte d'Appello, quanto agli effetti negativi del blocco delle assunzioni, alla scarsità delle risorse finanziarie disponibili ed all'insufficienza delle strutture edilizie carcerarie". 

"DIALOGO CON AVVOCATI SARA' TOTALE". In riferimento alle proteste degli avvocati contro il decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti, il Guardasigilli ha dichiarato: "Considero gli avvocati una parte importante e fondamentale per il ruolo che svolgono" nell'ambito dell'amministrazione della giustizia. E per questo "il dialogo con loro da parte del governo sarà totale". Severino ha aggiunto che "da lunedì comincerà il dialogo diretto con l'avvocatura". "Il dialogo da parte del governo sarà totale ma se il Parlamento vuole deliberare in materia di avvocatura il governo non può che essere rispettoso. Così come il governo deve essere rispettoso della legge delega sulle professioni". E proprio su questo fronte a Napoli da questa mattina sono iniziate le proteste degli avvocati.

"PREOCCUPATA PER SITUAZIONE CARCERARIA".
"Le preoccupazioni mie personali e dell'intero Governo sulla situazione carceraria - ha ribadito Severino - sono note e sono già stati illustrati i provvedimenti adottati sin dall'esordio dell'esecutivo per farvi fronte. Provvedimenti sui quali in questi giorni ho avvertito un'ampia condivisione, che lascia ben sperare sulla possibilità che raggiungano il principale scopo di allentare la tensione carceraria che consegue al sovraffollamento ormai intollerabile delle nostre strutture carcerarie". "Questa situazione - ha proseguito il ministro - rende difficile non soltanto la vita del detenuto, ma anche quella degli operatori che con lui condividono spazi, problemi e non poche sofferenze". "Dallo stato delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese - ha concluso - e chi anche per chi si è macchiato di delitti gravissimi, come quelli legati alla criminalità organizzata, l'espiazione della pena e la custodia cautelare in carcere devono rappresentare il simbolo, lo strumento, attraverso il quale si riafferma il principio che lo Stato non ripaga mai con la vendetta, ma vince con le armi del diritto e dell'applicazione scrupolosa delle regole della legge".

sabato, 28 gennaio 2012