11/12/2018

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Nave Costa: procura: l’armatore è garante della sicurezza

Per il magistrato ci sono state incredibili leggerezze e carenze.

Nave Costa: procura: l’armatore è garante della sicurezza

Un'immagine della Costa Concordia

FIRENZE - ''Il datore di lavoro è garante delle norme di sicurezza e ne è responsabile. In questo caso, ci sono stati problemi e incredibili leggerezze''. Il procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda, è considerato uno dei maggiori esperti italiani di malattie professionali, infortuni sul lavoro e reati ambientali. Quando parla dell'inchiesta sulla nave Costa, Deidda pesa ogni singola parola. Si limita a enunciazioni di principio: ''occorre spingere lo sguardo sulle scelte fatte a monte dal datore di lavoro e cioè dall'armatore'', spiega dopo aver posto una domanda dalla risposta scontata: ''La magistratura cerca i nessi causali degli eventi. Per ora l'attenzione generale si è concentrata sulle colpe del comandante, che si è rivelato tragicamente inadeguato. Ma chi lo sceglie il comandante?''. I magistrati di Grosseto procedono per reati come omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave.

DUE INDAGATI. Ufficialmente, gli indagati sono due: il comandante Francesco Schettino e il primo ufficiale di plancia, Ciro Ambrosio. Erano entrambi in plancia, ai posti di 'guida'. Gli accertamenti sulle responsabilità riguardano ciò che è avvenuto sulla nave. ''C'è il tema fondamentale della organizzazione della sicurezza - ha spiegato Deidda -: scialuppe che non scendono, personale che non sa cosa fare, scarsa preparazione a gestire l'emergenza, ordini maldestri come quello assurdo di tornare nelle cabine. La confusione che c'è stata rivela un'incredibile trascuratezza nell'applicazione delle norme di sicurezza''. E gli accertamenti potrebbero non limitarsi a ciò che è avvenuto sulla nave: ''La sicurezza va organizzata prima - ha concluso Deidda - con esercitazioni e simulazioni. E gestita dopo. E le indagini non possono trascurare alcun fronte''.marted√¨, 24 gennaio 2012